Tenuta Chiaramonte
Leggere l'etichetta dell'olio: acidità, polifenoli, perossidi spiegati

qualita · etichetta · guida

Leggere l'etichetta dell'olio: acidità, polifenoli, perossidi spiegati

Acidità sotto 0,3%, polifenoli sopra 350 mg/kg, perossidi minimi. Una guida pratica per decifrare i numeri in etichetta e capire cosa stai davvero comprando.

May 28, 20265 min readby Tenuta Chiaramonte

Davanti a una bottiglia di olio extravergine, la maggior parte delle persone guarda due cose: il prezzo e l'aspetto della bottiglia. Chi un po' ne capisce, anche cultivar e zona DOP. Ma i numeri veramente diagnostici — quelli che ti dicono se l'olio è fresco, ben estratto e ricco di antiossidanti — stanno nei parametri analitici. E quei numeri non sono difficili da capire: si imparano in cinque minuti.

In questa guida prendiamo i tre parametri chiave (acidità libera, polifenoli totali, numero di perossidi) e vediamo cosa dicono davvero, quali soglie cercare e perché un produttore serio dovrebbe dichiararli senza fare scena.

Acidità libera: il termometro della qualità delle olive

L'acidità libera misura la percentuale di acidi grassi liberi presenti nell'olio. Si esprime come percentuale di acido oleico (es. 0,2%, 0,5%).

Cosa la fa alzare:

  • Olive danneggiate prima della molitura (cadute a terra, beccate da uccelli, attaccate dalla mosca olearia)
  • Tempo eccessivo tra raccolta e franta (più di 24 ore = problemi)
  • Temperature alte durante stoccaggio delle olive prima della frangitura
  • Cattiva conservazione dell'olio dopo l'estrazione

In altre parole: l'acidità ti racconta la filiera, non il sapore.

Soglie da conoscere:

  • ≤ 0,8%: limite di legge per chiamarsi "extravergine" (categoria UE)
  • ≤ 0,5%: limite per la maggior parte delle DOP italiane
  • ≤ 0,3%: zona di qualità — il segno di olive sane raccolte e franite in giornata
  • ≤ 0,2%: eccellenza — possibile solo con raccolta selettiva e franta entro 6 ore

Un produttore che pubblica "acidità: 0,18%" sta dicendo: ho raccolto olive integre, le ho portate al frantoio nelle ore, ho stoccato in inox a temperatura controllata. È un'informazione tecnica che ha valore solo se è verificabile (analisi di laboratorio recenti, lotto specifico).

Cosa NON ti dice l'acidità: il sapore. Un olio con acidità 0,2% può essere insipido se le olive erano povere di polifenoli. Un olio con acidità 0,4% può essere strepitoso se la cultivar è giusta e il momento di raccolta perfetto.

Polifenoli totali: gli antiossidanti che ti senti in gola

I polifenoli (e in particolare i secoiridoidi tipo oleocantale e oleaceina) sono i composti aromatici e antiossidanti dell'olio extravergine. Sono quello che senti come amaro e piccante in fondo alla bocca, e sono il motivo per cui l'EVO ha proprietà nutraceutiche riconosciute scientificamente (l'oleocantale ha attività antinfiammatoria simile all'ibuprofene).

Si misurano in mg/kg (talvolta scritto come ppm o "mg di tirosolo equivalente").

Soglie utili:

  • < 250 mg/kg: olio "leggero", spesso da cultivar a basso contenuto polifenolico (Verdese, alcuni blend)
  • 250 – 400 mg/kg: medi — Moresca, Coratina giovane, blend equilibrati
  • 400 – 700 mg/kg: alti — Tonda Iblea, Coratina, Nocellara del Belice in annate buone
  • > 700 mg/kg: eccellenza — monocultivar selezionati, annate fortunate

Bonus normativo: il regolamento UE 432/2012 permette di dichiarare in etichetta il claim "i polifenoli dell'olio d'oliva contribuiscono alla protezione dei lipidi ematici dallo stress ossidativo" solo se l'olio contiene almeno 5 mg/20 g di idrossitirosolo e derivati (~250 mg/kg di polifenoli totali). Se vedi questo claim, l'olio è certificato sopra quella soglia.

Sapere pratico: i polifenoli scendono nel tempo. Un olio da 600 mg/kg appena imbottigliato può essere a 350 dopo 18 mesi anche se conservato bene. Per questo l'annata di raccolta è così importante.

Numero di perossidi: l'indice di ossidazione

Il numero di perossidi misura quanto l'olio si è già ossidato. Si esprime in meq O₂/kg (milliequivalenti di ossigeno per chilo).

Cosa lo fa salire:

  • Esposizione alla luce
  • Esposizione all'ossigeno (bottiglie aperte da mesi, tappi non ermetici)
  • Temperature alte di stoccaggio
  • Tempo — anche con conservazione perfetta, sale lentamente

Soglie:

  • ≤ 20 meq O₂/kg: limite di legge per "extravergine"
  • ≤ 12 meq O₂/kg: tipico di olii ben tenuti, fascia premium
  • ≤ 8 meq O₂/kg: olio molto fresco e ben conservato, top di gamma
  • > 20 meq O₂/kg: declassato a "olio di oliva vergine" (non più extravergine)

Un olio appena spremuto e ben stoccato sta tipicamente sotto 5 meq. Lo trovi sopra 12 quando ha qualche mese e ha visto un po' di vita commerciale.

Lettura combinata: acidità bassa + perossidi bassi = olio fresco e ben fatto. Acidità bassa + perossidi alti = olio nato bene ma che ha sofferto in conservazione (luce, calore, ossigeno).

Bonus: cosa cercare nelle analisi sensoriali (panel test)

Per la categoria "extravergine" il regolamento UE 2568/91 richiede anche un panel test: assaggiatori certificati dichiarano il valore mediano del fruttato e l'assenza di difetti su una scala 0-10.

Cosa cercare in scheda tecnica:

  • Mediana del fruttato (Mf) > 0 → richiesto per l'extravergine
  • Mediana dei difetti (Md) = 0 → nessun difetto percepito (rancido, riscaldo, morchia, muffa, ecc.)

Un olio premium ha tipicamente un fruttato dichiarato 5-8 (intenso) o 2-4 (medio-leggero) a seconda della cultivar. Difetti = 0 sempre.

Tabella di riferimento veloce

ParametroSoglia eccellenzaSoglia "buono"Limite di legge
Acidità libera≤ 0,2%≤ 0,5%≤ 0,8%
Polifenoli totali≥ 500 mg/kg≥ 250 mg/kgn/a
Numero di perossidi≤ 8 meq O₂/kg≤ 12 meq O₂/kg≤ 20 meq O₂/kg
Mediana difetti000 (=extravergine)
Mediana fruttato≥ 4≥ 2> 0

Dove trovo questi numeri?

Tre posti, in ordine di affidabilità:

  1. Etichetta della bottiglia — i produttori più trasparenti riportano almeno acidità e annata
  2. Scheda tecnica del lotto — disponibile online o su richiesta dai produttori seri (PDF con analisi di laboratorio)
  3. Certificazione DOP/IGP — i consorzi pubblicano panel test e parametri per ogni lotto certificato

Se un produttore non li dà neanche su richiesta, non è un buon segno. Se li pubblica con dettaglio, ti sta dicendo: "le mie olive parlano da sé".

Mettere insieme i pezzi

Quando guardi una bottiglia di olio extravergine, le quattro domande chiave in ordine di importanza sono:

  1. Quando sono state raccolte le olive? (Annata)
  2. Qual è l'acidità libera? (Filiera)
  3. Qual è il contenuto di polifenoli? (Antiossidanti, sapore, conservabilità)
  4. Quanti perossidi? (Stato di conservazione)

Risposte chiare a queste quattro domande = olio che merita la tua dispensa. Risposte vaghe = il marketing copre il prodotto.


Tutti gli oli della Tenuta Chiaramonte sono accompagnati da scheda tecnica con analisi di laboratorio del lotto, annata di raccolta e cultivar dichiarata. Vai al shop per vedere le specifiche di ogni olio.